Monte Castello di Vibio, sito nel cuore dell'Umbria, dove il viaggiatore scorge paesaggi di svariate tonalità di verde, a 422 m s.l.m., si estende su una superficie di Kmq 31.91 e conta 1709 abitanti, chiamati Montecastellesi.
Nelle antiche mura del paesino, da cui si hanno vedute panoramiche di inconsueta bellezza, è racchiusa l'originaria struttura urbanistica, caratterizzata da singolari viuzze, in cui possono rinvenire le tracce di un vivace passato medioevale.
LA STORIA CI FA CONOSCERE CHE….
… la sua denominazione deriva dalla “Gens Vibia”, una famiglia che, durante l'epoca della Roma repubblicana ed imperiale, aveva numerosi possedimenti e legami di patronato con Perugia ed altri centri umbri.
L'area, però, già abitata in età preromana, soprattutto in prossimità delle fertili vallate bagnate dal Tevere e sovrastante dal colle di Monte Castello, disponeva di zone di sicuro transito e commercio.
Di quel passato oggi rimangono testimonianze molto scarse, mentre non vi è alcun dubbio che l'abitato risalga al Medioevo, come sta a dimostrare il tipico assetto del “castrum”. La sua posizione geografica di dominio sulla valle del Tevere condizionò sempre il corso della storia: la vicina e potente città di Todi, animata da forti ambizioni territoriali, riuscì a mantenere il controllo sulla cittadina per lungo tempo, nonostante i tentativi di rivolta dei suoi abitanti.
Durante la conquista napoleonica, Monte Castello conobbe finalmente un periodo di splendore, allorché fu eletto, proprio da Napoleone Bonaparte, paese capocantone di un vasto territorio della Media Valle del Tevere.
Dopo la seconda restaurazione pontificia del 1814 Monte castello di Vibio divenne comune.
I DOCUMENTI ATTESTANO CHE…
…nel 1245 il podestà di Todi Cacciamenico fece smantellare le mura del fortilizio.
…nel 1247 il suo successore, Tolomeo di Pietro, rase al suolo anche i torrioni sedando ogni tentativo di ribellione
…nel 1323 la rocca venne ricostruita e diventò parte del sistema difensivo tuderte
…nel 1392 il fortilizio di Monte Castello venne assegnato a Catalano degli Atti ma due anni dopo i Montecastellesi si ribellarono insieme agli abitanti di Fratta Todina al Signore di todi
…nel 1464 Monte Castello passò sotto il diretto dominio della chiesa e nel 1475 fu dato in vicariato a Todi
…nel 1565 Todi dovette addirittura ricomperare il paese dalla Camera Apostolica
…dal 1596 Monte Castello fu, di nuovo, parte integrante del comitato tudertino.
…nel 1808 per volere di alcune famiglie locali di dette vita al “Teatro della Concordia” nato come emblema per il paese data la potenza politica raggiunta con la nomina di “capocantone” e come ricordo dei principi di fratellanza e uguaglianza che avevano animato lo spirito della rivoluzione francese e del giacobismo italiano.
ECONOMICAMENTE SI SA CHE…
…l'agricoltura riveste un ruolo primario, per la coltivazione degli ortaggi e degli olivi, dai quali si ricava il pregiato olio umbro.
È rilevante, quindi la concentrazione di imprese artigianali e coltivative soprattutto nella zona di Madonna del Piano, considerata la zona industriale di Monte Castello di Vibio.
Un'altra, preziosissima, risorsa è rappresentata dal turismo, grazie alla presenza di numerosi centri agrituristici e delle varie Associazioni che in sinergia con il Comune si adoperano per la valorizzazione del territorio, visto il continuo accrescimento turistico portato dal nostro gioiello che è il Teatro della Concordia.
LUNGO LE VIE DEL PAESE POSSIAMO AMMIRARE…
L'aspetto più rilevante dal punto di vista monumentale del paese è certamente rappresentato dalla sua struttura urbanistica, che riproduce abbastanza fedelmente quella di un castrum medievale che, visto dall'alto, è disegnato a forma di cuore.
| …La Porta di Maggio |
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con la torre merlata posta a sentinella sulla vallata del Tevere con cui, un tempo, Monte Castello si difendeva dagli attacchi della vicina e nemica città di Todi.
Oggi la torre stessa, recentemente restaurata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, è visitabile
dal pubblico fino alla sua sommità da cui si può ammirare un panorama ineguagliabile ed ospita
un'interessante raccolta di cimeli storici fra cui
alcuni reperti archeologici, diverse armi antiche (fra cui quattro fucili a bacchetta di epoca garibaldina) ed una lettera a firma autografa di Garibaldi: in pratica l'interno della torre è già predisposto per divenire nel breve periodo un piccolo museo sulla storia e la memoria del paese.
| …La Chiesa di S. Illuminata o del SS. Crocifisso |
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risalente al XV sec., fu completata nel 1839. In essa si venera un crocifisso “miracoloso” che secondo la tradizione venne regalato da Beato Placido come attesta un manoscritto gotico esistente nell'archivio del convento dei francescani di Barcellona.
| …La Torre Campanaria |
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eretta nel 1850 nel punto in cui sorgeva l'antica Chiesa di S. Rocco; fu restaurata nel 1985.
| …Piazza Vittorio Emanuele II |
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punto focale della vita politica, economica e religiosa del Comune. Luogo dove si può ammirare l'ampio panorama a sud dell'Umbria e dove si impone un caratteristico pozzo cisterna distrutto nel 1916 e ricostruito nello stesso posto nel 1981.
| …La Chiesa Parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo |
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terminata nel 1851 ed eretta in stile neoclassico, si erge sulla piazza principale del Paese. Nel suo interno a pianta rettangolare, le pareti, i pilastri, le tre navate e la splendida volta, furono decorati dai pittori perugini Nicola e Federico Benvenuti.
Al centro del presbiterio fiancheggiano le statue dei Santi a cui è intitolata; con al Centro l'immagine della Madonna dei Portenti.
| …Il Municipio |
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restaurato ed ampliato nel 1982, mantiene ancora l'impianto architettonico originale. All'interno dell'attuale sala del Consiglio, sono state murate interessanti lapidi risalenti a iscrizioni del XIV e del XVII sec.
| …Il Teatro della Concordia |
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il vero gioiello di Monte castello di Vibio, unico nella sua ineguagliabile struttura (costruito a misura del suo Paese). Costruito nel 1808, nel clima e nel fervore dell'epoca “dei lumi”, su iniziativa di nove famiglie del paese come “il più piccolo teatro del mondo” (99 posti tra palchi e platea).
Fu affrescato da due pittori liguri, padre e figlio, di cui il primo, Cesare Agretti, nel 1851 realizzò le facciate dei palchi e il fondale del palcoscenico e successivamente, nel 1892 il figlio Luigi, alla sola età di 14 anni, né decorò il soffitto e il foyer, completandolo.
Il teatro fu chiuso nel 1951 e restituito ai cittadini di Monte Castello di Vibio nel 1993, dopo un'attenta opera di restauro, durata sette anni.
Oggi la struttura è perfettamente funzionante con tutti i “confort” di un grande teatro.
Ricca è la stagione teatrale con prenotazioni on line e week-end caratteristici.
| …La cappella della “Madonna delle Carceri” |
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esistente fin dal 1505 con il titolo di S. Croce, fu poi dedicata a S. Maria delle Grazie e, infine, alla Madonna delle Carceri.
È stata riaperta al culto nel 1971 dopo un'attenta opera di restauro.
dove attualmente si possono vedere solo i resti dell'antica abbazia romanica. La facciata della Chiesa presenta un semplice portale ad arco mentre nell'interno, a navata unica, a sinistra dell'abside semicircolare, si possono individuare le tracce di un affresco di soggetto religioso. La cripta posta sotto il presbiterio è completamente degradata.
SI DICE CHE…
… le “porte del morto” (tipica usanza medioevale) fossero particolarmente diffuse anche a Monte Castello di Vibio.
Situate accanto alla porta d'ingresso principale, erano sempre murate e venivano aperte solo in occasione dell'uscita di casa della bara.
Secondo un'antica credenza popolare… si riteneva che lo spirito del morto rimanesse tra i muri domestici, se la bara non fosse uscita dall'ingresso principale.
In realtà sembra che l'apertura di tali porte, fosse dettata da motivi esclusivamente pratici poiché, le case medioevali, al pianterreno avevano botteghe e stalle, perciò una ripida scalinata conduceva all'abitazioni ma era talmente stretta che, tra la prima e la seconda rampa, la bara non si poteva girare.
Pertanto, in tali casi, era indispensabile un'altra apertura.
Una tipica “porta del morto” la incontriamo nella piazza principale Vittorio Emanuele II
LE PICCOLE FRAZIONI DI…
…Doglio: ubicato nella parte meridionale del territorio montecastellese, faceva parte di una serie di castelli tuderti che delimitavano il naturale confine tra i Guelfi di Orvieto e i Ghibellini di Todi.
Al borgo, di documentata origine antica, si accedeva attraverso PORTA FUYE , su cui spicca lo stemma in pietra con l'aquila tuderte, e la porta principale che conduce al Viale delle Rimembranze.
Al tempo della Repubblica Giacobina Doglio venne incluso nel cantone di Monte Castello di Vibio.
E DI…
…Madonna del Piano: il centro, sviluppatosi nella zona pianeggiante di Monte Castello di Vibio, lungo la via Tiberina, è in continua espansione e viene considerato l'abitato più ricco dal punto di vista economico.
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